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MAURIZIO ODDO

 Domande:

  1. Il rapporto tra natura e artificio rappresenta da sempre uno dei più aperti dibattiti architettonici, e dal libro ‘’l’albero dell’architettura’’ si delinea in modo palese la Sua posizione a riguardo: albero ed edificio sono i due archetipi della storia dell’uomo, e da tali, sono da considerarsi due elementi strutturali del progetto architettonico. In tal senso, reputa che il filone dell’architettura organica, intesa come atto creativo volto ad un’architettura che si piega ad imitare la natura, faccia parte di quella tendenza equivoca e banale della nostra epoca?
  2. Se il compromesso del dibattito ancora aperto, che riguarda il rapporto tra natura e architettura, risiede nel piegare l’albero ad elemento strutturale del progetto architettonico, qual è la strategia per non cadere nella banalità del pretesto puramente formale e decorativo?

Maurizio Oddo, Architetto PhD, Professore Associato presso l'Università degli Studi di Enna Kore, insegna Progettazione Architettonica. Laureatosi cum laude e disgnità di pubblicazione, è specializzato in Arte dei Giardini, Progettazione e Assetto del Paesaggio. Numerose le partecipazioni a Conferenze e a Mostre, nazionali e internazionali, e a Concorsi dove ha ottenuto premi e segnalazioni. Nel 2002, apre lo Studio BoMa con Alessandro Barracco. Diversi i progetti già realizzati: Belvedere e giardino a Triscina, a margine dell'area archeologica di Selinunte; Casa Ditta a Erice; Casa M a Bonagia. Tra le principali pubblicazioni: Gibellina la Nuova, 2003; Conservare il transitorio. Il restauro dell'architettura contemporanea, 2005; La Chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, 2005; Architettura contemporanea in Sicilia, 2007; Pretesti di architettura, 2009; Purini/Thermes, 2010; Alvaro Siza, 2011; Eduardo Souto de Moura, 2016; Writing from the front. Una Biennale di Architettura fuori dalla norma (2018). E' curatore della prima Antologica dedicata allo Studio Purini_Thermes (2008) e della Mostra dedicata alle Opere e ai Progetti di Alvaro Siza (2011). All'Università di Enna, dal 2010, ha seguito numerose Tesi di Laurea.

L'ALBERO DELL'ARCHITETTURA

Questo trattato di Maurizio Oddo appare come una immensa architettura. Si manifesta, infatti, in forma di vero e proprio palazzo dove l’arte del costruire si avvale del mondo vegetale nella sua espressione più potente e maestosa e cioè attraverso mille possibilità raffigurate dall’evocazione del fasto arboreo così imprevedibile e molteplice nelle sue forme fino a determinare e condizionare uno sterminato mondo di opportunità espressive.

La ricerca ha individuato importanti spunti che contribuiscono a spostare l’orizzonte dall’opera architettonica alla componente arborea nella sua essenza originaria di archetipo.

Con l’analisi di oltre duecento progetti, il libro intreccia diversi temi attorno all’architettura e agli alberi: analisi spaziale, meditazione estetica e scientifica fino a toccare la tragedia della deforestazione, provocata dall’Antropocene. Uno studio comparato dei diversi modi in cui viene concepito il rapporto tra albero e opera costruita nelle “due culture”, quella della natura e quella dell’architettura, che si sviluppano “attorno” all’albero. Molti architetti, come testimoniato dalla storia dei secoli, si sono avvicinati all’albero come componente essenziale della loro disciplina, fino a fargli acquistare l’intenso significato spaziale di luogo. L’albero, quindi, considerato oggetto e soggetto dell’architettura – soprattutto nella contemporaneità – diventa anche spazio di ricerca.